Dopo le peripezie per arrivarci finalmente si arriva al ristorante: il Bue Rosso, Club i Faggi. Ritrovo esclusivo della Biella-bene.
Cosa centro io con la Biella bene? Niente. Appunto. E visto che a Biella ci piace essere nella Biella bene ma detestiamo spendere il ristorante era semideserto, a parte un piccolo gruppo di signore impellicciate e liftate con rispettivi mariti rolex muniti (che se mi potessi permetter un Rolex invece del buerosso con moglie rifatta sarei in Costa Azzurra con l’amante, ma tant’è).
Ora… quanto è triste un ristorante semideserto? Beh, non così triste come un ristorante semideserto e per di più caro. Oddio… non caro caro… Cioè non caro se…
Ma con ordine. Il cameriere simpatico. Come deve essere. Cameriera incazzata. E già va meno bene. In più neanche strafiga (che ci sta, mica era brutta… ma se sei incazzata almeno devi essere così gnocca che io non mi ricordi nemmeno cosa devo ordinare!). Sommelier… forse sommelier è esagerato.. ragazzo dei vini simpatico. E giovane. Cosa che non ha impedito a Santamaria di provarci.
Menù: carne. Carne. Poi c’era anche qualcosa di carne. Vabbè.. ho optato per la carne. Dietro suggerimento di camerieresimpatico ordino Costata di agnello neozelandese. Era la più piccola. Ed equivaleva al mio bisogno di carne di un mese. Ne ho mangiata un terzo. Sforzandomi. Ora per me la Nuova Zelanda ha come immagine degli agnelli enormi. Prima me la immaginavo invece con maori incazzati vestiti in braghette e maglietta nera, e prima ancora con maori incazzati che si pestavano nei bar. Assolutamente da vedere il film “Once were warriors” e… ma sto divagando.
Mangiato assolutamente bene. Anche se…
Perchè come secondo mi dai una porzione da terzo mondo (nel senso che bastava a sfamare mezza africa) e come antipasto una porzione da terzo mondo (nel senso che UNA patata grande come una ghianda è davvero piccola!)?
Vabbè, saranno incongruenze da arricchiti che io non capisco.
Ah, sì… la compagnia.
Oltre a Tizio, Caio, Sempronio, Nina, Pinta e Santamaria che conoscevo già, c’erano anche Qui, Quo e Qua che non conoscevo.
Note veloci su quest’ultimi: Qui ce l’avevo vicino, è amico di Tizio ed è molto simpatico. Mi ha anche fatto conoscere il whisky torbato. Gusto particolare (il whisky, non Qui), morbido, pieno… insomma sa d’erba. Ma me lo sono segnato perché credo che possa portarmi dei punti alla prossima uscita con una ragazza. Meglio se vacca. Per via del gusto “erboso”, eh!
Quo… ecco… con quo non sono partito bene. Quo è pe… diciamo che non ha molti capelli. Comunque lo vedo, mi sembra di riconoscerlo… lo guardo strano… mi guarda come per dire “tu mi guardi strano”… allora faccio il simpatico e me ne esco con un “no, è che odio i pelati”. Non credo di essergli piaciuto. Forse non ha il senso dell’umorismo. Ma forse sì perché non ha neanche provato ad accoltellarmi o a rovesciarmi il vino addosso.
Qua invece era lì per Pinta. Pinta sembrava felice che Qua fosse là. Sembra anche simpatico, ma non sono così sicuro. Sono stato simpatico pure io con odiosi amici di ragazze che mi piacevano. Oppure gli ero simpatico davvero. In questo caso meglio che Pinta si guardi bene da Qui. E’ strano.
C’è stato solo un attimo di panico quando sono arrivati Cip e Ciop, amici di Qui. Loro un pò inquietanti lo erano, soprattutto Ciop. Fighettume DOC biellese. Ma han detto “torniamo dopo” e non li abbiamo più visti. Probabilmente io non capisco il gergo dei ricchi. Più probabilmente neppure loro mi han trovato simpatico. E non avevo detto nulla sui loro capelli (e su quelli di Ciop ne avrei avuto da dire..)
Ah, sì. Mi hanno anche fatto gli auguri di compleanno con una torta che sembrava uno sformato al tonno. Ma non il gusto, purtroppo, non era all’altezza dell’aspetto.
Pagato. 40 euro.
Non tanto, non poco. Diciamo che per 40 euro mi sarei aspettato una luce nel parcheggio. Ma forse me l’hanno spenta perché non ho finito il neozelandese.
p.s.
il ristorante era a 300m dalla trattoria dove Pinta e Sempronio avevano cenato un mese fa. A 15 euro. Quasi quasi…